Photo by TheNino, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Vag61
Spazio sociale autogestito di Bologna, mercatino del martedì dal 2003, senza padrone.
Perché vale la pena visitarlo
- Autogestito dal 2003, prima come occupazione in Via Azzo Gardino, ora in Via Paolo Fabbri 110, in Cirenaica
- Mercatino contadino biologico settimanale del martedì sera (Mercatino di Campi Aperti), con aperitivo musicale reggae/hip-hop gratuito
- Porta avanti un centro di documentazione sui movimenti sociali (CentroDoc), un archivio (Fondo Roversi), un collettivo video (SMK Videofactory) e un doposcuola gratuito
- Si definisce esplicitamente antifascista, antisessista, antimilitarista — gestione collettiva senza gerarchia, nessun padrone e nessun biglietto d'ingresso per la maggior parte delle attività
- Si affaccia su Via San Donato, la strada che dà identità a tutta la Cirenaica come angolo storicamente popolare e politicamente attivo della Bologna universitaria
Bologna porta il soprannome "La Rossa" da quasi un secolo, per ragioni che passano dalla politica elettorale, da una lunga tradizione di cooperazione e mutuo soccorso, e da un'abitudine radicata, di generazioni, a gruppi che occupano edifici vuoti e li trasformano in qualcosa che la città finisce comunque per usare. Il Vag61 è uno degli esempi più longevi ancora in piedi. Non è nato dov'è oggi: nel 2003 un gruppo occupò un edificio statale dismesso in Via Azzo Gardino 61 — da cui il nome, "Vag" dall'indirizzo, più "61" — gestendolo come spazio aperto e autogestito finché quel sito non fu sgomberato. Invece di sciogliersi, il collettivo si è spostato in Via Paolo Fabbri 110, nel quartiere Cirenaica, nella zona a est di Bologna, dove opera ininterrottamente da allora e, per sua stessa ammissione, ha visto passare più di un tentativo di chiusura.
Cosa significa davvero "autogestito" qui
Vale la pena essere precisi invece che romantici su cosa sia il Vag61. La sua pagina "Chi siamo" lo descrive in termini netti: antifascista, antisessista, antimilitarista, orientato a solidarietà e mutuo soccorso, gestito tramite decisione collettiva, senza padrone e senza gerarchia nel senso aziendale comune. È l'autodefinizione del collettivo, non un'editorializzazione esterna — è il linguaggio che scelgono per descriversi, e vale la pena prenderlo alla lettera invece di ammorbidirlo in un generico "spazio di comunità" o gonfiarlo in qualcosa di più provocatorio di quanto la fonte sostenga. Nella pratica funziona meno come un singolo locale e più come un ombrello sopra un gruppo di progetti permanenti che condividono lo stesso indirizzo: il CentroDoc, archivio di documentazione sui movimenti sociali; il Fondo Roversi, un archivio raccolto; la SMK Videofactory, collettivo video e media autoprodotto; un Doposcuola gratuito per i ragazzi del quartiere; e la Brigata Cucinieri, il gruppo di volontari in cucina che sostiene gran parte di quello che succede sul posto.
Il martedì su cui si può contare
Il motivo più concreto e ripetibile per farsi un giro è il Mercatino di Campi Aperti — mercato contadino biologico che gira da oltre un decennio nel cortile del Vag61, con piccoli produttori che vendono frutta, verdura, formaggio, miele, pane, vino e prodotti per la casa come detersivi ecologici, venduti direttamente da chi li produce, tagliando fuori il solito ricarico del dettaglio. Va avanti il martedì sera da circa le 18, e da anni è accompagnato da un aperitivo musicale gratuito — reggae e hip-hop, storicamente curato sotto nomi come Magazzino Ganjalabria — che trasforma quello che potrebbe essere un semplice banco di prodotti in un vero appuntamento sociale settimanale, con colonna sonora e zero ingresso. Questa combinazione — mercato più musica più ingresso gratuito — è la prova più chiara che il Vag61 funziona come programmazione culturale continua, non come un monumento politico statico: è un appuntamento ricorrente su cui costruire il proprio martedì, non un edificio davanti a cui passare e basta.
Leggere il quartiere
Via Paolo Fabbri si trova appena fuori da Via San Donato, in Cirenaica — un quartiere le cui strade sono state ribattezzate con nomi di partigiani della Resistenza dopo la Seconda guerra mondiale, sostituendo una toponomastica precedente di epoca coloniale, e che è cresciuto come una delle prime estensioni popolari di Bologna oltre le mura medievali. Via San Donato stessa parte da Porta San Donato, l'antica porta cittadina che dà anche il nome al quartiere universitario a cui si apre, quindi la geografia coincide con la politica: questa è la Bologna a ridosso dell'università, storicamente densa di case per studenti e di organizzazione di sinistra, e il Vag61 si colloca esattamente dentro quella continuità, non è un'anomalia capitata per caso in una via residenziale qualunque. Non serve alcuna esagerazione perché sia interessante: un mercato contadino con impianto audio, gestito gratuitamente da volontari in un'occupazione già trasferitasi due volte, in un quartiere intitolato ai partigiani, è già abbastanza specifico così com'è.
Chi tratta Bologna come la sola cartolina di tortellini e portici si perde un intero strato della città, ancora attivo, che molti bolognesi considerano centrale quanto il resto.
Fontes: Vag61 — official site, Chi siamo (About), Vag61 — official site, Calendario, Vag61.info — E' ripartito il mercato settimanale dei produttori biologici di VAG61, Zic.it — Martedì 24, mercatino bio e FunkyVag al Vag61, Zero.eu — Vag61, Bologna (venue profile), Biblioteca Salaborsa — Bologna Online, Lo Spazio autogestito Vag61, Zero.eu — Mercatino di Campi Aperti c/o Vag61, Wikipedia (it) — Cirenaica (Bologna), Wikipedia (en) — Porta San Donato, Bologna, Wikimedia Commons — File:Porta San Donato - Bologna.JPG